Il capodanno cinese

I giornali attualmente riportano notizie strane: il virus è meno virus di prima. E anche quelle fastidiose notizie di schedatura sanitaria di massa provenienti dalla Cina sono state zittite, ma noi non riusciamo a credere che sia stata tutta una bufala.

Abbiamo comunque dei problemi coi dati sul Covid: sono inquinati dal lock-down. Tutti sperano che il lock-down sia servito a salvare vite umane, ma se è servito è un problema per i dati. Se non è servito, come già abbiamo detto in precedenti comunicazioni, è un problema ancora più grave.
Comunque speriamo che sia servito, ma, appunto se è servito, il problema sanitario rischia di ripresentarsi a fine ottobre. Circa.

Ci sono due ipotesi principali al riguardo: quelli che sperano che il virus stia sparendo così come è venuto; tutti gli altri che lo ritengono impossibile.

Che cosa si può dire di questo virus con sicurezza?

1- che è un virus influenzale. Non è settoriale. Non colpisce una popolazione piuttosto che un’altra, anche se ci sono categorie più a rischio di aggravarsi. Si trasmette per via aerea e ha un ciclo di sviluppo simile a quello dell’influenza: stagionale. Te lo prendi, stai male, guarisci e dopo due anni lo riprendi.

Essendo di origine animale è del tutto possibile che non riesca ad adattarsi all’essere umano e che così com’è venuto sparisca. Ma è anche possibile che sopravviva all’estate e torni a diffondersi in autunno. Nel qual caso: noi siamo prepaparati? Lo siamo sul serio? E che cosa significa essere preparati?

2- è un virus abbastanza pericoloso, più dell’influenza e più aggressivo. Statisticamente il problema è che si somma all’influenza, motivo per cui non moriranno necessariamente il doppio delle persone, ma è chiaro che comunque il range di morti quotidiani si amplia. Se ci atteniamo ai dati ufficiali e prendiamo l’esempio di Bergamo, la mortalità sarà superiore di 5 volte rispetto alla media. In classi di popolazione più giovani di età si attesterà sulle 3 volte superiori, in luoghi meno densamente popolati si arriverà a 1,5-2 volte la mortalità normale. E se durante il lock-down c’era almeno la componente dei morti per incidenti (sul lavoro, autostradale, ecc..) e quella iatrogena abbassata e quasi azzerata, ora, di nuovo anche quella farà valere le sue ragioni. Cosa che farà maggiormente risaltare i morti per covid.

Intanto cerchiamo di essere positivi e diciamo che per avere certezze matematiche sul comportamento della malattia dobbiamo almeno aspettare che completi un ciclo di stagionalità (come col vino). Possiamo vivere tutto questo periodo come “eccezionalità” a cui poi far seguire un ritorno alla normalità vera e propria, ma bisogna avere molto chiaro qual’è la normalità vera e propria nel caso, e certo questo non è un’orizzonte che ci rasserena.

Dall’altro lato però, abbiamo il problema della seconda ondata. Come detto, speriamo che non ci sarà, che le misure di sicurezza lo tengano a bada. Ma siccome siamo in una situazione in cui le cure sono decisamente peggiori del male, bisognerà pur rimboccarsi le maniche per gestire la situazione sia nel caso che la seconda ondata arrivi, sia nel caso che questa non arrivi.
Se non arriva e il virus scomparirà così come è apparso, dovremo correre ad aggiustare tutte le storture che il virus ci ha segnalato (e che speriamo qualcuno da qualche parte si sia ricordato di segnare).

Se non arriva come tsunami, ma come onda di riflusso, cioè se inizia a circolare nella società come uno dei tanti virus che già circolano e a fare danni un po’ per volta, una goccia alla volta e se arriva la seconda ondata comunque altina le strategie da mettere in campo sono poi molto simili.
Le conosciamo?

Bene dopo queste notizie così poco allegre, passiamo alle questioni personali.
Personale o politico? Ecco un altro di quei dilemmi che mi hanno sconvolto la vita. Fa niente.
Personale: non ho più niente di nuovo per cui preoccuparmi e prepararmi. Sono profondamente arrabbiata e anche disillusa.
L’unica cosa positiva è questo nuovo blog. Riuscirò a tenerlo come si deve?

E per chiudere in linea coi buoni propositi con cui abbiamo iniziato questo blog teniamo a mente un aspetto, seppur non confermato dai fatti: le persone non sono stupide (non tutte), nè egoiste e seppure non sanno scrivere un bell’articolino come questo testè composto prima o poi arriveranno alle stesse conclusioni. E quindi il mondo diventerà un posto migliore invece che peggiore…

Ecco…

 

 

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