E poi pulirò la cantina…

Oggi è l’ultimo giorno di autunno. Domani, conseguentemente, il primo dell’inverno1. Fra pochi giorni scatta un nuovo lock-down, che sappiamo quando inizia, ma non per quanto si protrarrà.

Ma la notizia buona è che da domani iniziano ad allungarsi le giornate e piano piano torneremo ad un orario di vita decente. Col sole che spazzerà via la paura del confinamento permettendoci di tornare a fare le nostre attività all’aperto, se il governo si deciderà ad accettare quella verità ormai ampiamente dimostrata dalla comunità scientifica planetaria che il covid non si trasmette all’aria aperta…. ops!

Vabbè. Lascio perdere le notizie scientifiche, provo a parlare di me, senza né politica, né distopie sociali che mi influenzino. Per quanto mi può riuscire questa cosa che mi è stata richiesta. Ché io, di mio, invece sarei portata ad arrabbiarmi molto e credo che questa volta sia collettiva l’incazzatura, dato che sembra ormai evidente che chi sta al potere non ha un piano per affrontare l’epidemia e mettere la tutela della salute sopra a tutto, mentre invece si fa dettare ordini solo dall’economia, intesa chiaramente in senso capitalista. Per andare a lavoro è tutto aperto, tutti i giorni, sempre. Per lo sfruttamento si. La vita privata, invece, è stata completamente stritolata. Non bisogna certo essere dei geni per accorgersene.

Ma, dicevo, non è questo l’argomento del mio post. Forse non lo sarà mai più?

Sto pensando invece a cosa fare in questi giorni festivi e di ferie. Il piano per quelli gialli sarebbe stato di andare un po’ a giro, ma è saltato. Lato positivo: non consumo benzina. Comunque almeno si potrà uscire di casa e qualcosa si troverà. Gli altri, molti di più, invece me li devo inventare.

Durante il primo lock-down avevo chiamato qualcuno a farmi compagnia. Questo dovrei farcela a sopportarlo da sola. Ma se la paura della depressione non mi sovrasta più, quella altrettanto spaventosa che si splanca è la paura della noia.

Come fare ad affrontarla?

Leggendo, mi sa.

Ma cosa? Perchè se mi metto a leggere cose formative mi arrabbio, dunque devo trovare qualcosa di più alto e bello.

Quindi consigli per la lettura.

Uno dei miei scrittori preferiti: Saramago.

Con quella scrittura incomprensibile fatta tutta a virgole.

Conosciuto da ragazzina tramite “cecità”.

Affogata intorno ai vent’anni nei libri di fantascienza, “cecità” è stato il libro che mi ha tirato una cima e fatta risalire a bordo della letteratura. Non che su quella barca io ci passi molto tempo di solito, dato che la storia sempre mi chiama affermando di essere tanto interessante e divertente quanto la fantasia. Molto più spaventosa però.

Ma navigare con Saramago è sempre piacevole.

Non credo di aver letto tutto, qualche libro sicuramente mi è sfuggito, qualcuno l’ho letto proprio di sfuggita e non credo di ricordarli e quindi ne approfitterò durante questo lock-down per rispolverarli.

Il mio preferito, però, è “La caverna”.

Non so perchè. Ci ho messo tanti anni a leggerlo. L’ho iniziato e poi lasciato a metà sulla libreria, poi ripreso dopo tanto tempo (senza iniziarlo da capo) e letto tutto fino alla fine in pochi giorni.

La trama di suo sarebbe un po’ noiosa. È la storia di una famiglia artigiana. Il padre anziano, prossimo alla pensione, che cede e insegna la sua attività alla figlia. La figlia neosposina che è incinta. La trama è tutta qui. Non succede niente in questo libro, il massimo della novità è rappresentato dal capitolo in cui adottano un cane randagio!

Ma è comunque una storia molto dolce a cui torno col pensiero spesso. Tutte le volte, almeno, che penso a Saramago: i lunghi dialoghi in cucina, i viaggi col furgoncino verso la città, i dubbi di una vita qualunque.

È indubbiamente il mio libro preferito.2

Che dire di altro? Riuscirò a passare tutte le vacanze solo leggendo Saramago?

Vedremo.

1 Non sono proprio sicura sia così. Può darsi che l’inverno invece inizi il 23 dicembre.

2 In verità per chi si approccia per la prima volta a Saramago, consigliabili sono: “Cecità” già citato. “Il vangelo secondo Gesù” per gli atei di tutti i tempi. “Saggio sulla lucidità”, ma solo dopo aver letto “cecità” di cui è il seguito naturale.

 

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