Scomparso a Venezia

Oggi vorrei parlare di un libro che ho letto e mi è piaciuto molto. Un piccolo libro di forse neanche 150 pagine.

Si intitola “Scomparso a Venezia”, l’autore è Marco Bonfantini. Spero che non lo conosciate così che lo possiate leggere per la prima volta.

È una bella storia, ambientata durante il fascismo, che mi ha fatto fare qualche riflessione.

Mi ha fatto pensare che gli scrittori italiani di oggi qualche problema ce l’hanno. Non hanno chiara quale sia la loro epoca e non conoscono la storia.

A dire il vero non mi capita molto di leggere scrittori italiani contemporanei, ma perchè mi sembrano tutti poco onesti.

Secondo me la letteratura ha delle regole sue. Belle regole, e fra queste, una è quella di conoscere il passato della letteratura. Uno scrittore certamente può scrivere quello che gli passa per la testa, ma se vuole essere un letterato, invece, dovrebbe inserirsi nella storia della sua letteratura, per magari anche scardinare e regole, ma almeno conoscerle.

E in Italia io credo che la letteratura vera sia quella anti-fascista. La generazione che ha vissuto il fascismo e ne è uscita viva ha tanto scritto e raccontato. E lo ha fatto avendo chiaro quali fossero le regole e le ha scardinate e scritte di nuove e di migliori.

Dico così per dire, a sentimento. Non che io sia una letterata. Ma conosco varie persone che ambiscono ad esserlo e che non sanno neanche che l’antifascismo non è solo roba da due paginette nel manuale di storia o l’esposizione di qualche lapide in una piazza o in un giardinetto cittadino.

Rimuovono tutto quel periodo storico, ma non perchè altezzosamente rifuggono tutte le regole della letteratura, ma perchè si richiamano a scrittori americani Beat o Freak o alla psicanalisi o ai romanzi rosa anni ’40 o ai decadenti o ai mistici russi o a chissà quali altre fandonie. A tutti meno che a chi ha scritto fra il 1945 e il 1980.

Anche se può sembrare non sto cercando di mettere un veto a favore del formalismo. Non mi importa niente che le regole formali della scrittura vengano rispettate e anzi io amo molto chi gioca con la fantasia quando scrive e si diverte a sperimentare.

Però mi fa incazzare chi fa il formalista, l’artista incompreso e non sa un cavolo della sua letteratura. Tutto qui.

Questo libro che certo non si trova più nelle librerie, è uno di quei libri del ‘900 che non brilla nel firmamento più luminoso di altre stelle, ma è certamente un bel libro che fa piacere leggere. E perchè mai non lo si faccia è un mistero per me.

È ovviamente una storia romantica e imprevedibile, ma già descrivendovene il contesto storico vi ho rovinato metà della lettura!

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